49) Goldmann. La superiorit del metodo dialettico.
Secondo Goldmann vi sono due metodi che possono avere pretese
scientifiche: quello positivista e quello dialettico. Il secondo 
superiore perch pone la parte in rapporto con il tutto.
L. Goldmann, Il dio Nascosto [Le dieu cach] (pagine 374-376).

 Precisiamo: lo storico della filosofia o della letteratura si
trova in partenza di fronte ad un gruppo di fatti empirici: i
testi che si  proposto di studiare. Egli pu affrontarli sia
servendosi dei metodi puramente filologici che noi chiameremo
positivisti, sia servendosi di metodi intuitivi ed affettivi
fondati sull'affinit, la simpatia, sia infine servendosi di
metodi dialettici. Eliminando per il momento il secondo gruppo,
che, almeno a nostro parere, non ha carattere propriamente
scientifico, constatiamo che un solo criterio pu distinguere i
sostenitori dei metodi dialettici da quelli dei metodi
positivisti: la possibilit di comprendere il complesso dei testi
nel loro significato pi o meno coerente, dato che i testi in
esame sono, per gli uni e per gli altri, il punto di partenza ed
il punto d'arrivo del loro lavoro scientifico.
A separare nettamente il metodo dialettico dagli abituali metodi
di cui si serve la storia erudita - metodi che per lo pi non
tengono sufficientemente conto dei dati evidenti della psicologia
e della conoscenza dei fatti sociali - interviene il concetto del
rapporto fra il tutto e le parti. [...].
Il metodo dialettico addita una via diversa. Le difficolt
suscitate dall'inserzione dell'opera nella biografia del suo
autore, invece di incitarci a ritornare ai metodi filologici e a
limitarci al testo immediato, devono spingerci a proseguire nella
prima direzione, passando non solo dal testo all'individuo ma
ancora da questo ai gruppi sociali di cui fa parte. Alla
riflessione infatti, le difficolt dello studio filologico e
quelle dello studio biografico appaiono della medesima natura e
dipendenti tutte dallo stesso fondamento epistemologico. La
molteplicit e la variet dei fatti individuali  inesauribile, e
il loro studio scientifico e positivo deve perci presupporre la
separazione degli elementi essenziali ed accidentali che sono
intimamente legati nella realt immediata che appare alla nostra
intuizione sensibile. Senza affrontare in questa sede una
discussione sul fondamento epistemologico delle scienze fisiche e
chimiche, la cui situazione ci sembra diversa, riteniamo che nelle
scienze umane la separazione tra essenziale e accidentale possa
farsi solo in base all'integrazione degli elementi nell'insieme,
delle parti nel tutto. Per questa ragione, bench non si possa mai
arrivare ad una totalit che non sia essa stessa elemento o parte,
il problema del metodo nelle scienze umane  quello della
partizione del dato empirico in totalit relative sufficientemente
autonome per servire da quadro ad un lavoro scientifico.
Se tuttavia, per le ragioni che abbiamo or ora enunciate, n
l'opera n l'individuo sono totalit sufficientemente autonome per
servire da quadro ad un lavoro scientifico e interpretativo dei
fatti intellettuali e letterari, ci resta da scoprire se il
gruppo, visto soprattutto in base alla prospettiva della sua
strutturazione in classi sociali, non possa costituire una realt
che ci permetta di superare le difficolt frappostesi sul piano
del testo isolato o collegato unicamente alla biografia.
L. Goldmann, Pascal e Racine, Lerici, Milano, 1961, pagine 25 e 30-
31.
